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Intermezzo 4

Ogni tanto parte l’operazione ‘Agguato!’.

Mi aggiro per casa come un ninja.
Passo felpato. Meglio di un gatto.

Cerco la preda.

Puo’ essere in cucina, in salatto, nel letto…ovunque.

La fiuto. La vedo.

Mi avvicino, piano, lento…di soppiato

E poi, con un balzo, la mord…

“Nooo! No fermo! Ti ho detto che non si morde la padrona.”

Mi ha sgamato 😦

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Silenzio!

La sera di un qualsiasi giorno infrasettimanale.

Dopo cena iniziamo a cazzeggiare…e per cazzeggiare non intendo il non far niente o il dedicarsi a cose superficiali e/o di poco conto.

No, no!

Intendo proprio dire che ci mettiamo a sparare cazzate a raffica.

Fiumi di cazzate in piena escono dalla nostra bocca in modalità ramdom.

Si incrociano tra di loro, si scontrano, si uniscono e alla fine ci ritroviamo immersi in un mare di cazzate.

E’ una figata!

Io partorisco minchiate e stupidaggini di ogni sorta. A volte mi stupisco di me stesso per la quantità multivariegata delle mie cazzate.

Lei, invece, è più raffinata di me e le sue battute sono più fini, ironiche e, a volte, sarcastiche.

Ci divertiamo a fare gli scemi e, di conseguenza, ridiamo come dei cretini.

Ribadisco: è una figata!

Da mal di pancia e lacrime agli occhi.

Purtroppo non lo facciamo sempre questo ‘gioco’ (sarebbe preoccupante 😀 ) ma quando ci cimentiamo in questo teatro dell’assurdo ci rilassiamo. E’ uno sfogo molto utile.

Dopo circa un’ora di pazzia ininterotta ritorniamo entrambi alla normalità.

Lei, seduta sul divano.

Io, sdraiato sul pavimento.

Non so esattamente come ci sono finito. Forse me l’ha chiesto lei, forse sono inciampato, forse mi ci sono buttato volontariamente o, magari, i crampi alla pancia mi hanno costretto ad accasciarmi.

Non lo so, o forse non me lo ricordo, ma sta di fatto che sono steso per terra, come uno zerbino, con la pancia all’insù!

Il nostro epico momento di ilarità è finito.

Sento un suo piede sul mio addome. Lo prendo tra le mani e comincio ad accarezzarlo e massaggiarlo (credo di tratti di un riflesso incondizionato).

Lei sorride. Ridacchia un po’. Non so se sta pensando alle battute di prima o alla mia attuale situazione.

Mentre continuo con il massaggio inizio a parlare di sport. Di tennis. Di Roger Federer, dei 20 Grandi Slams vinti e di quanto increbibile sia la sua lunga carriera tennistica.

Pur non essendo tanto interessata (lo so) mi lascia continuare senza interrompermi.

Dopodichè inizio con il calcio (manco fossi al bar con gli amici).

…bla bla bla…

“No perchè Amore sai, appena arrivato Piątek al milan ero gasatissimo. Era dai tempi di Van Basten che non mi esaltavo così per un attacante…”

In quel preciso momento il suo piede scivola via dalle mie mani e si appoggia sulla mia bocca.

Immediatamente penso desideri un bacio o qualcosa del genere ma un nanosecondo dopo mi ordina:”Apri la bocca! Spalancala per bene.”

Eseguo e mentre lo faccio lei mi infila il suo tallone in bocca.
Me lo preme, vigorosamente, in gola.

Rimango spiazzato. Bloccato.

“Ottimo, così non devo più ascoltare le tue cazzate.”

Risatina appagante di chi ha appena vinto.

“Su dai, inizia a massaggiarmi quest’altro piede!”

Obbedisco, ovviamente, in assoluto silenzio.

Ps. Mia moglie ha vari modi per zittirmi. A volte basta un secco e semplice “Stai zitto schiavo!”. Altre volte puo’ costringermi al silenzio infilandomi qualcosa in bocca, tipo calzini. A volte basta uno sguardo deciso. Altre volte serve solo avvicinare l’indice alla bocca (“Ssss!”).

La mia modalità preferita è questa del tallone infilato in bocca anche se è un po’ controversa.
Mi spiego meglio, è tipo un’arma a doppio taglio, specialmente per i feticisti dei piedi femminili.
Hai si un piede, per la precisione un tallone, in bocca e questo puo’ essere eccitante, arrapante ecc…ma non puoi farci niente.
Non puoi baciarlo, non puoi leccarlo e non puoi succhiarlo.

Le tanto amate azioni dei feticisti professionisti sono escluse e la beffa è che il feticcio è proprio lì. Davanti ai tuoi occhi. Dentro la tua bocca.

Per fortuna c’è la consolazione che il mio ‘sacrificio’ sarà comunque utile per la comodità e pace (uditiva) della mia Signora e Padrona. 🙂

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La mancanza (Cosa manca?)

Breve salto nel passato.

Siamo sposati da meno di un mese. Tutto bene, anzi benissmo.
Siamo entrambi molto felici e ci godiamo tutto quello che la vita ci offre.

Non esiste noia, manco l’ombra, e con la vita frenetica che facciamo non ci annoieremo neppure dopo 50 anni di matrimonio.

Torno a casa nel tardo pomeriggio, nella nostra piccola ma accogliente dimora.
Mia moglie è rincasata qualche ora prima di me e adesso, probabilmente, si trova in cucina.

Un vento gelido mi accarezza il collo.
E’ strano, ci sono circa 38 gradi fuori e io sono ancora sulla soglia.

Panico.
Ho la sensazione che ci sia qualcosa che non va.

Entro in casa.
Zero saluti, niente abbracci e niente baci.

La mia sensazione diventa una certezza!

Lei è seduta al tavolo della cucina.
Pensierosa, accigliata. Guarda verso la finestra.

Prendo il coraggio con due mani e le chiedo: “Amore come stai? Tutto bene?”

Senza girarsi mi risponde: “Nsomma…io sto bene si, ma manca qualcosa.”

“Manca qualcosa!? Ma cosa intendi dire? Cosa manca?”

“Vieni!”

Non aggiunge altro e se ne va in salotto.

La seguo. Preoccupato e perplesso. La trovo seduta sul divano che fissa la tv spenta.

Dopo un po’ ritorna tra gli abitanti di questo pianeta e mi chiede “Lo vedi?”

Totalmente spiazzato rispondo con un’altra domanda “Cosa?”

“Lo spazio vuoto che c’è qui davanti!”

“Si ok e allora?”

“Ma non capisci? Manca un tavolino, ci serve un tavolino!”

Meno spaesato ma ancora leggermente perplesso cerco di farla ragionare: “Tesoro lo spazio che c’è non è abbastanza e se ci mettissimo un tavolino poi non ci muoveremmo più. Avevamo detto che andava bene così. Ti ricordi?”

Un po’ sorpresa contrabatte: “Si è vero ma se mettessimo un tavolino piccolo ci starebbe benissimo ed, inoltre, sarebbe molto utile.”

Disarmato dalla sua tenacia mi arrendo e concludo:”Va bene dai, non sono totalmente convinto ma possiamo provare. Si potrebbe andare a comprarne uno già sabato.”

Mi sorride compiaciuta…ma dopo un attimo ritorna triste.

Non ci capisco più niente, pensavo di averla accontentata.

Quindi le chiedo:”Amore ma cosa c’è adesso?”

“Niente niente…è che magari si potrebbe andare anche questa sera, no? Il salone del mobile chiude alle 21.00.”

Messo all’angolo cerco di destreggiarmi con uno dei miei toni più supplichevoli: “Tesoro scusami ma adesso sono veramente molto stanco. Non puoi aspettare fino a sabato? Sono solo 2 giorni.”

“Si si certo, credo si di. Non è poi una cosa così urgente.”

Si! Ce l’ho fatta. Per una volta ho vinto io (devo ricordarmi di segnare la data di oggi sul calendario)!

Rilassato vado in bagno ma quando ritorno lei riprende il discorso:”Beh, visto che non abbiamo ancora il tavolino potresti farmi tu da tavolino questa sera!”

Le sorrido timidamente sperando che basti questo a far cadere la sua richiesta.
Tra l’altro la sua l’idea non mi dispiacerebbe affatto se non fossi così stanco.

“Dai schiavo, cosa aspetti? Mettiti a quattro zampe qui davanti a me!”

Questa volte è un ordine. Mi sa che non ha proprio sentito quella parte in cui le dicevo che ero molto stanco.

Obbedisco.

Un attimo dopo sento le sue gambe appoggiarsi sulla mia schiena. Dopodichè sento battere i tasti sulla tastiera. Sta usando il portatile.

I minuti passano ma mi sembrano ore. Il tempo è dilatato.
Cerco di rimanere immobile e in silenzio.
Dopo un po’ cominciano a farmi male le ginocchia.
Il pavimento di legno non aiuta, non è poi così morbido.
Deduco che non ci manca solo il tavolino ma anche un soffice tappeto 😀

Dopo una lunga mezz’ora risento la sua voce: “Bene maritino mio, abituati. Questa sarà la nostra vita matrimoniale: io starò seduta sul divano a guardare la tv o il portatile mentre tu mi farai da poggiapiedi.”

Sento la sua risatina divertita.

Passa, credo, un’altra mezz’ora e sono ancora così.

Mi sento stanco, dolorante e, a tratti (inverosimilmente), eccitato.

All’improvviso odo nuovamente la sua voce ed è come se mi risvegliassi da un sogno.

“Sono le 19:45, secondo te c’è ancora abbastanza tempo per andare al salone del mobile?”

Rifletto. 19:45!? Dunque non è passata un’ora ma solo 20 minuti. Infine le rispondo: “Si si certo!”

“E adesso dimmi: vuoi rimanere lì o preferisci andare a comprare il tavolino?”

Cinque minuti dopo sono già con la macchina in moto.

Intermezzo 3 (English)

Harmonious chirping. The first rays of sun get in.
I get up and I go, like a robot, to the bathroom.

I am still in a state of deep zombieness.

As soon as my brain takes a slight contact with reality, I start to make a double breakfast.

Coffee first.

Breakfast one is for me. Nutella, bread and coffee that I eat and drink while I am making breakfast two: that is for her.

Fruit, yogurt, oats, nuts and a cup of tea.

I put everything on a tray and I bring it to her.

She wakes up. The birds are going on with their songs.

She sees me. She smiles at me.

Her day is started well. She likes to have breakfast in bed!

P.s. I usually avoid having breakfast in bed. I could crumble and / or stain the sheets just by drinking a glass of water. Imagine with coffee, bread and nutella 😀

What is missing? (English)

Short jump into the past.

We have been married for one month, maybe less. Everything is going well, actually wonderfully.

Both of us are happy and we enjoy everything that life brings us.
Boredom does not exist , and with the frenetic life that we live, we probably would not get bored even after 50 years of marriage.

I come back home in the late afternoon, to our small but cozy home.
My wife was back a few hours before me and now, probably, she is in the kitchen.

An icy wind caresses my neck.
It is weird, outside there are 38C and I am still on the threshold.

Panic.

I get a feeling that something is wrong.
I get in.
No “welcome back”, no hugs and no kisses.
My sensation becomes a certainty!

She is sitting at the kitchen table. Worried, annoyed. She looks at the window.
I gather the courage to ask her: “Honey, how are you? Everything’s fine?”
Without looking at me, she replies: ” Mmm yeah…I am fine, yes…but something is missing.”
“Something is missing!? But what do you mean? What is missing?”

“Follow me!”
She does not add anything else and goes to the living room.

I follow her. Worried and perplexed.
I find her sitting on the sofa looking at the black TV screen.
After a bit she returns to this planet and asks me:”Do you see it?”
Totally blown away, I answer with another question:” What?”

“The empty space in front of me!”
“Yes, okay, and then?”
“But do not you understand? It is missing a table, we need a coffee table!”
Less disoriented but still perplexed, I try to reason with her: “Honey, the space we have is not enough and if we would put a table we could not move anymore. We agreed that this room was fine the way it is. Do you remember?”

A bit surprised she replies “Yes, it is true but if we would put a very small table, I think it would be fine and also very useful.”
Disarmed by her tenacity, I give up and I conclude: “Okay, it is fine. I am not utterly convinced but we can try. We could already go buy one this Saturday.”

She smiles pleasantly… but a moment later she gets sad again.
I do not understand, I thought I had made her happy.
So I ask her: “My love, what is wrong now?”
“Nothing, nothing…but maybe we could even go this evening, right? The furniture shop closes at 21:00.”
Feeling cornered, I try to use one of the most supplicating tones of mine: “Honey, I am sorry but now I am very tired. Could you wait until Saturday? It’s just 2 days.”
“Yes, of course, it is fine and it is not so urgent.”

Yes! I did it. For the first time I won (I must remember to mark the day on the calendar)!
Relaxed, I go to the bathroom and when I am back she starts again with the same issue: “Well, as we do not have the table yet, you could be my table for tonight!”
I smile shyly hoping it will be enough to make her give up.

Normally I would like the idea, but I am so tired.
“Come on slave, what are you waiting for? Put yourself on all fours in front of me!”
This time it is an order. Probably she did not hear me when I was talking about my tiredness.

I obey.

Two seconds later, I feel her legs on my back. After this, I hear typing. She is using her laptop.
Minutes pass by, but they feel like hours. Time is dilated.
I try to stay still and quiet.
After a bit, my knees start to hurt.
The wooden floor does not help, is not very soft.
I deduct that it is not just the table missing, but also a soft carpet 😀

After half an hour, I hear her voice: “Well, little husband of mine, get used to it. This will be our marriage: I will sit on the sofa watching television while you will be my footrest.”
I hear her laugh.

Half an hour later, I am still that way.

I feel tired, in pain and somehow (incredibly) excited.

Suddenly, I hear her voice again and it is like waking up from a dream.
“It is 19:45, do you think we are still in time to go to the furniture shop?”
I reflect. 19:45!? So not even an hour has passed, just 20 minutes.
Eventually, I answer:”Yes yes, of course!”

“And now tell me: do you want to stay there or would you like go to buy the table?”

Five minutes later, my car is ready to go.

Intermezzo 3

Cinguettio armonioso. Penetrano i primi raggi di sole.
Mi alzo e mi dirigo, come un automa, verso il bagno.

Sono ancora in uno stato di zombaggine profonda.

Appena il mio cervello prende un lieve contatto con la realtà inizio a preparare una doppia colazione.

Caffè in primis.

Una colazione è per me. Nutella, pane e caffè che mangio e bevo mentre preparo l’altra colazione: quella per lei.

Frutta, yogurt, avena, noci e una tazza di the.

Metto tutto su un vassoio e glielo porto.

Lei si sveglia. Gli uccellini continuano il loro canto.

Mi vede, mi sorride.
La sua giornata è iniziata bene. Le piace fare la colazione a letto!

Ps. Io, solitamente, evito di fare colazione a letto. Riuscirei a sbriciolare e/o macchiare le lenzuola anche solo bevendo un innocuo bicchiere d’acqua. Figuriamoci con caffè, pane e nutella 😀

Game over (English)

Day off. Nice! I can do everything I want. More or less…

I wake up, quietly, around 10 am and, always quietly, I make breakfast.
Then I eat, of course, with extreme quiet.
After breakfast I make another breakfast. No, I am joking. After breakfast I start to be more active.

Then I begin cleaning the house. It is not exactly a brilliant idea since I could lay on the sofa watching television or playing ‘Hustle castle’.
However the house needs a deep cleaning and I am simply doing those things each man should do when he shares a house with someone.

I am not helping my wife.
I am not serving my mistress.

I am just doing my part. Nothing more.

I start from the kitchen, tidying up and washing the dishes. Then to the living room and, at the end, I clean the floors (with Roomba’s help).

My wife is home. She is in her office, sitting at her desk. I think she is working.
She has heard me and she knows that I am cleanig the house. When I pass in front her office she looks at me and smiles. This is a good sign.

Maybe I could have a prize. Rumors in my head say that I have a good chance. Very well!
I go on with the cleaning and I get others 2 smiles.

Around 1pm I make lunch for both of us and while we are eating she tells me “Good job honey, you have been very efficient today.” I smile pleased.
Then she continues: “Sorry but I am very busy today, I must work a lot.”
I reply:” Do not worry my love, I was happy to do it and today I have free time.”
“Well…” she says ” then you could also wash these two plates and clean my office’s floor, specially underneath the desk…and maybe later I could reward you in some way.”

I do not let her repeat that . I get back to work more enthousiastic.
When the floor is dry we go to her office. She checks the work I have done and then sits at her desk.
“Yes, it is fine. It is easier to work in a clean room.”

I am dreaming while I am standing beside her. Waiting.
She turns to me and smiles.
“It looks like someone is waiting for a reward, right?”
“Eh yes, a bit, yes…” I try not to show too much my irresistible desire.

My face gets red.

She sees my uneasiness and laughs a little bit.
Then she continues:”Look, I have a lot of work to do but, since you have been a good boy, I grant you the permission to crawl under my desk to give me a foot massage.”

Yes. Great. I got my reward.
Her last words take me to paradise. One moment later, the fetish devils inside me are already throwing a mega party.
I am very excited.

I get on all fours to go under the desk but her voice, suddenly, stops me: “You can massage my feet while I work…but you must not bother me. Did you understand?
“Yes, of course my love, do not worry. I understand!”

My answer though, is too rushed. She understand that I am excited and only want to enjoy my reward. At the end, it does not sound too persuasive.
She stares at me from top and says:” You are only a slobbering dog.”
I make a happy smile, like if it were a compliment and immediately after, I get her new command.

“Go fetch game over!”

Puzzled and less happy, I obey her will.


“Well, slobbering dog, now put it on!”


I do it, perplexed and silent. In short, with the tail between my legs.
She, in the meantime, smiles mischievously and locks the chastity belt. She seems satisfied.

Then I thank my Mistress and crawl under the desk.

Ps. I start to massage her feet and, finally, I enjoy (so to speak) my reward.