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Vedi di…

Sabato sera come tanti altri.
Un normale, semplice e comune sabato sera.

Lei è fuori a cena con le amiche.
Io sono a casa da solo (non c’è neppure il gatto, è uscito anche lui) e porto la cintura di castità.

Prima di uscire me l’ha fatta indossare, ha chiuso il lucchetto e si è portata via la chiave.

Mentre si allontana attraverso il giardino lo sento già premere contro la gabbia.
Lei è bellissima: gonna in pelle, calze nere, stivaletti lucidi, sempre neri, e giacchetta beige.
Elegante, sensuale ma soprattutto sexy.

Mi chiedo se l’abbia fatto apposta a tirarsi così per stuzzicarmi e, all’improvviso, la vedo voltarsi e gridare:
“Mentre sono fuori sistema il lavello del bagno che non scende giù l’acqua!”

Annuisco ed appena entro in casa mi metto subito al lavoro.
Compito abbastanza semplice: grazie alla soda caustica risolvo tutto in 15 minuti.

Ho la serata libera. E’ sabato sera e posso fare tutto quello che voglio ma continuo a pensare a lei.
Sarà l’amore o la cintura, ma anche se non sono con lei mi sento legato.

Sbrigo dei lavoretti che avevo rimandato da troppo tempo e contemporaneamente cerco di immaginare mia moglie, La mia adorata Padrona.
Spero si stia divertendo e che passi una bella serata.

Io la aspetto qui buono buono e casto.

Dopo un paio di ore comicio a guardare il cellulare sperando che arrivi un suo messaggio.
Anche un semplice ordine a distanza sarebbe come manna dal cielo.

Sarebbe comunque un segno che mi ha pensato.

Ma niente, il whatsapp è vuoto 😦

Torno a fare altri lavoretti per non pensarci troppo.

Dopo venti minuti sento l’avviso di whatsapp. E’ arrivato un messaggio. Corro a controllare.
Niente, sono solo alcuni miei amici che discutono in merito alle nuove restrizioni causa Covid19.

Vado in bagno un po’ affranto.

Quando esco arriva un altro whatsapp. Prendo in mano il cellulare senza molte aspettative.
Mi sbagliavo. Questa volta è Lei.

“Vedi di lucidarmi gli stivali!”

Lo rileggo tre volte. Sono quasi emozionato.
Me la immagino mentre lo scrive di fronte alle sue amiche senza farsi sgamare, con nonchalance.

Le sue amiche, magari, chiamano i rispettivi fidanzati/mariti per non farli ingelosire e per fargli sapere dove sono e con chi.
Lei, invece, mi manda un ordine per whatsapp tenendosi la chiave di gameover in borsa.

Insomma modi diversi di affrontare le relazioni.

Eseguo l’ordine con estremo piacere e moltissima attenzione.

Mi sento proprio il suo schiavo…

Vedi di lucidarmi gli stivali!

…a lucidarle gli stivali (indossando solo gameover) mentre lei è fuori a divertirsi.

Quando finisco con gli stivali decido di cenare.

Mi preparo un cena veloce perchè ho paura che arrivi un altro suo ordine e non voglio trovarmi impreparato.

Per fortuna non succede e a tarda serata arriva un altro suo messaggio: “Vedi di farmi trovare pulito!”

Eseguo di corsa pulendo salotto, ufficio e bagno (per fortuna la cucina l’avevo già fatta), giusto in tempo prima del suo rientro.

FINE.

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Film?

Lei: “Amore ci mettiamo insieme sul divano a guardare un film?”

Io: “Si certo, ottima idea.”

Lei: “Se farai il bravo lascerò scegliere a te.”

Io: “Grazie mille Tesoro!”

Dieci minuti dopo siamo in questa situazione:

‘Libera scelta’

…e se, per caso, il cursore si avvicina troppo alle locandine dei supereroi la sua pressione aumenta ed io opto repentinamente per qualcos’altro!

Fine 😅

In evidenza

Silenzio!

La sera di un qualsiasi giorno infrasettimanale.

Dopo cena iniziamo a cazzeggiare…e per cazzeggiare non intendo il non far niente o il dedicarsi a cose superficiali e/o di poco conto.

No, no!

Intendo proprio dire che ci mettiamo a sparare cazzate a raffica.

Fiumi di cazzate in piena escono dalla nostra bocca in modalità ramdom.

Si incrociano tra di loro, si scontrano, si uniscono e alla fine ci ritroviamo immersi in un mare di cazzate.

E’ una figata!

Io partorisco minchiate e stupidaggini di ogni sorta. A volte mi stupisco di me stesso per la quantità multivariegata delle mie cazzate.

Lei, invece, è più raffinata di me e le sue battute sono più fini, ironiche e, a volte, sarcastiche.

Ci divertiamo a fare gli scemi e, di conseguenza, ridiamo come dei cretini.

Ribadisco: è una figata!

Da mal di pancia e lacrime agli occhi.

Purtroppo non lo facciamo sempre questo ‘gioco’ (sarebbe preoccupante 😀 ) ma quando ci cimentiamo in questo teatro dell’assurdo ci rilassiamo. E’ uno sfogo molto utile.

Dopo circa un’ora di pazzia ininterotta ritorniamo entrambi alla normalità.

Lei, seduta sul divano.

Io, sdraiato sul pavimento.

Non so esattamente come ci sono finito. Forse me l’ha chiesto lei, forse sono inciampato, forse mi ci sono buttato volontariamente o, magari, i crampi alla pancia mi hanno costretto ad accasciarmi.

Non lo so, o forse non me lo ricordo, ma sta di fatto che sono steso per terra, come uno zerbino, con la pancia all’insù!

Il nostro epico momento di ilarità è finito.

Sento un suo piede sul mio addome. Lo prendo tra le mani e comincio ad accarezzarlo e massaggiarlo (credo si tratti di un riflesso incondizionato).

Lei sorride. Ridacchia un po’. Non so se sta pensando alle battute di prima o alla mia attuale situazione.

Mentre continuo con il massaggio inizio a parlare di sport. Di tennis. Di Roger Federer, dei 20 Grandi Slams vinti e di quanto increbibile sia la sua lunga carriera tennistica.

Pur non essendo tanto interessata (lo so) mi lascia continuare senza interrompermi.

Dopodichè inizio con il calcio (manco fossi al bar con gli amici).

…bla bla bla…

“No perchè Amore sai, appena arrivato Piątek al milan ero gasatissimo. Era dai tempi di Van Basten che non mi esaltavo così per un attacante…”

In quel preciso momento il suo piede scivola via dalle mie mani e si appoggia sulla mia bocca.

Immediatamente penso desideri un bacio o qualcosa del genere ma un nanosecondo dopo mi ordina:”Apri la bocca! Spalancala per bene.”

Eseguo e mentre lo faccio lei mi infila il suo tallone in bocca.
Me lo preme, vigorosamente, in gola.

Rimango spiazzato. Bloccato.

“Ottimo, così non devo più ascoltare le tue cazzate.”

Risatina appagante di chi ha appena vinto.

“Su dai, inizia a massaggiarmi quest’altro piede!”

Obbedisco, ovviamente, in assoluto silenzio.

Ps. Mia moglie ha vari modi per zittirmi. A volte basta un secco e semplice “Stai zitto schiavo!”. Altre volte puo’ costringermi al silenzio infilandomi qualcosa in bocca, tipo calzini. A volte basta uno sguardo deciso. Altre volte serve solo avvicinare l’indice alla bocca (“Ssss!”).

La mia modalità preferita è questa del tallone infilato in bocca anche se è un po’ controversa.
Mi spiego meglio, è tipo un’arma a doppio taglio, specialmente per i feticisti dei piedi femminili.
Hai si un piede, per la precisione un tallone, in bocca e questo puo’ essere eccitante, arrapante ecc…ma non puoi farci niente.
Non puoi baciarlo, non puoi leccarlo e non puoi succhiarlo.

Le tanto amate azioni dei feticisti professionisti sono escluse e la beffa è che il feticcio è proprio lì. Davanti ai tuoi occhi. Dentro la tua bocca.

Per fortuna c’è la consolazione che il mio ‘sacrificio’ sarà comunque utile per la comodità e pace (uditiva) della mia Signora e Padrona. 🙂

Sempre meglio evitare di… (2)

Sempre meglio evitare di…

…parlare a vanvera!

Tipo quando incontri un amica di tua moglie che ti dice: “Mi dispiace per tua moglie che sabato non è potuta venire perchè stava male…”

Ed io, furbo come una volpe, rispondo: “Ma non stava male, è andata al cinema sabato!”

Quando arrivo a casa lei ha già scoperto la gaffe e poco dopo mi ritrovo così:

PUNIZIONE e REGOLE:

  • Bocca tappata così imparo a stare zitto la prossima volta!
  • Mani legate dietro la schiena così imparo a pensare prima di parlare!
  • Indosso game over per ricordarmi la figura di merda che Le ho fatto fare!
  • In ginocchio (per mia fortuna mancavano i ceci) in attesa mi chiami al suo cospetto!
  • Da quando suona il campanello ho cinque secondi per portale il vino!
  • Se arrivo in ritardo… tre giorni di castità!
  • Se verso del vino durante il tragitto… altri tre giorni di castità!
  • Se faccio cadere bicchiere e/o bottiglia… una settimana di castità!

FINE.

Della serie: sempre meglio evitare di…

Sempre meglio evitare di…

…lamentarsi del cibo!

Lei: “Ecco qua il contorno, tesoro.”

Io: “Broccoli?!? Ma lo sai che non mi piacciono! Mi dispiace ma non riesco proprio a mangiarli!!!

Un quarto d’ora dopo:

I love broccoli!

ENGLISH:

It is always better avoid to…

It is always better avoid to…

…complain about food!

Her: “Here is the sidedish, honey!”

Me: “Broccoli?!? I do not like them. Sorry but I am really not able to eat them. No way!”

15 minutes later:

Her (So tell me: how they are?) Me (De..li..us. Th..ks)