In evidenza

Game over 2.0 (seconda parte)

…prima di riaddormentarsi mi dice: “Bene schiavetto, adesso puoi andare e buon lavoro. Coglione!”

Ecco queste sono state le ultime parole prima che uscissi.

Quale miglior modo di iniziare la settimana? E’ lunedì mattina e sto andando al lavoro con l’uccello ingabbiato.

Che figata!

La mia sede non è molto lontano e di solito ci vado in bici per evitare il traffico e soprattutto per lasciare la macchina a lei, nel caso le servisse.

Scopro che pedalare indossando la cintura di castità non è per niente facile.

Devi stare con il bacino tutto in avanti o tutto indietro altrimenti ti triti le palle.

Provo inizialmente con il culo sulla punta della sella. Sembro una tartaruga rincoglionita amante della sodomizzazione.
Procedo a due all’ora ed, oltre ad essere ridicolo, sono stra-scomodo.

Decido di spostare il peso tutto all’indietro.

La situazione migliora drasticamente ma devo tenere le gambe più larghe.
Forse sembro ancora un idiota ma almeno corro più veloce e mi sento abbastanza a mio agio.

Sono proprio cool. 😀

Con la vecchia game over non ci sarei mai riuscito.

Infilo gli occhiali da sole e mi sento ancora più cool! 😎

Arrivo al lavoro dopo 20 minuti. Solitamente, senza costrizioni nei paesi bassi, ce ne metto 12.
Poco importa sono comunque in perfetto orario.

Entro in sede e saluto i colleghi. Alcuni di loro si fermano a chiacchierare un po’.
Si lamentano come ogni lunedì mattina del fatto che sia lunedì mattina.

Poveretti, a volte mi fanno proprio pena.
Mi fermo comunque a sentire le loro inutili discussioni senza ascoltarli veramente.

Per loro è un fottuto lunedì come qualsiasi altro. Per me no!

Sento leggermente il peso della cintura. Le palle chiuse nell’anello. Immagino mia moglie che mi tiene per i testicoli.
Percepisco l’uccello intrappolato nella gabbia.

Nessuno di loro lo sa. Nessuno conosce la mia situazione, il privilegio della castità forzata a cui sono sottoposto.
Probabilmente se glielo dicessi manco mi crederebbero. Da fuori sembro normalissimo.

Quando Caio mi chiede: “Allora Crapa, come va oggi?”

La mia risposta non puo’ essere che: “Male, prevedo un lunedì proprio di merda.”

In realtà la giornata al lavoro non è andata tanto male, a parte un po’ di panico per sedermi
e la paura di farmi sgamare negli spogliatoi o nei bagni, è filato tutto liscio.

Ho lavoro come tutti gli altri giorni pensando perennemente alla mia adorata mogliettina.
La padrona dei miei orgasmi e non solo.
La mia sublime proprietaria.

Parlando del diavolo… nella pausa pranzo mi arriva un suo divino messaggio: “Ti sei accorto di cosa ti ho lasciato nella tasca destra del giubotto?”
Rispondo con un semplice: “No!”
“Allora controlla! Idiota.”

Corro a vedere cosa c’è. Trovo una busta chiusa. La informo immediatamente.

“Bene schiavo, ricorda che quella busta deve rimanere chiusa! Puoi aprirla solo in caso di emergenza.
Al suo interno c’è l’altra chiave della cintura!”

“Grazie mille mia regina.”

“Sono o non sono una Padrona troppo buona?”

“Buonissima Amore mio. Lei è la Key Holder più magnanima dell’universo!”

E mentro scrivo questo messaggio me la immagino così:

My Key holder.

FINE.

In evidenza

Game over 2.0 (prima parte)

QUANDO MENO TE L’ASPETTI IL CRAPA RITORNA

Sì lo so, siete tutti abbastanza sorpresi ma sono ancora vivo 😀

E’ da diversi mesi che non pubblico più niente ma ero molto (anzi, moltissimo) incasinto!

Ho avuto a che fare con svariate faccende e tutte avevano la priorità rispetto al blog.

Oddio, adesso non è che abbia tempo da vendere ma provo almeno ad aggiornarvi su come se la passano Crapa Pelada e la sua adorata consorte.

GAME OVER 2.0

Tutto iniziò con il mio ultimo compleanno.

Sinceramente non mi aspettavo niente di speciale da parte di mia moglie: eravamo indaffarati con il trasloco e non c’era proprio tempo per festeggiare il mio compleanno.

Inoltre non mi aspettavo assolutamente niente da parte della mia Padrona: ogni suo sorriso è già un grande regalo ed, in quanto schiavo, non devo, ovviamente, pretendere alcunchè neppure nel giorno del mio compleanno.

Tuttavia mi sbagliavo!

La sera del mio compleanno mi chiama: “Amore vieni qua. Ho qualcosa per te”

Mi precipito in cucina. Il suo sorriso illumina tutta la stanza e nelle mani tiene una scatolina.

Me la porge: “Ecco qua il tuo regalo!”

Quasi commosso la ringrazio e poi inizio ad aprire la scatola. Sono estremamente curioso di vedere cosa c’è dentro.

Trovo questa:

Game Over 2.0

La guardo un po’ sorpreso e poi lei mi chiede: “Ti piace?”

“Si certo!” e chi oserebbe dire di no?!

Rimango in piedi un po’ perplesso perchè di cinture di castità ne avevo già una.

Lei nota le mie espressioni, il mio spaesamento generale. Mi legge come un libro (sempre aperto per lei) e poi scoppia a ridere.

“Ahaahah sei confuso schiavo?”

Balbetto un “Sì mia padrona!”

“Immaginavo. Da oggi quella sarà la tua nuova cintura di castità. La chiameremo Game Over 2.0.”

Annuisco con la testa. Preferisco evitare di parlare o porre domande mentre mi spiega le cose.

Poi continua: “E’ di resina nera, è leggera e non ha un lucchetto ingombrante. Quindi è silenziosa e più comoda.”

Rispondo pressochè felice: “E’ proprio bella, grazie mille mia adorata Padrona.”

Mentre esce dalla cucina si gira a guardami (sto ancora contemplando tra le mie mani il nuovo regalo) e con il suo classico mezzo sorrisetto mi dice: “Vedrai tesoro che bello, la potrai indossare ovunque!”

Rimango pietrificato e le mie emozioni vanno dalla paura all’eccitazione con una spruzzatina di curiosità.

La mattina seguente mi alzo dal letto per andare al lavoro. Cerco di non fare rumore per lasciarla dormire visto che lei uscirà più tardi.

Mentre faccio per uscire dalla camera con passo felpato la sento rigirarsi nel letto e chiamarmi: “Mmm vieni qua!”

Eseguo e poi, sbadigliando, mi ordina: “Portami game over 2.0!”

Faccio anche questo. Lei comincia ad osservare i 4 anelli di grandezze diverse e poi ne sceglie uno. E’ il secondo più piccolo, diciamo quello medio-piccolo.

“Ecco mettiti questo, poi mettiti la nuova cintura, infine chiudila e lasciami la chiave sul comodino prima di uscire!

“Ma Amore (provo con le parole dolci per farle più pena) devo andare al lavoro e rimanerci per 8 ore.”

“E allora???”

La domanda è fake. Rispondo chinando umilmente il capo. Poi indosso game over 2.0 e le consegno la chiave.

Quando la appoggio sul suo comodino fa un leggero rumore metallico. Lei abbozza un sorriso sentendo quel suono e prima di riaddormentarsi mi dice: “Bene schiavetto, adesso puoi uscire e… buon lavoro. Coglione!” 😁

CONTINUA…

In evidenza

Good night!

Rieccomi qua miei affezionatissimi. Come si suol dire: chi non muore di rivede 😁.

Sono felice di essere ritornato anche se, a dire il vero, sono stato proprio da dio in ferie
come pure mia moglie ma lei è abituata a sentirsi una Dea quindi non vale 😄.
Comunque ci siamo davvero divertiti ed in poche settimane abbiamo fatto un miliardo di cose e non pochi chilometri.

Al rientro io ero ancora tutto gasato e sentivo dentro di me l’adrenalina prodotta dalle varie avventure vissute.

La prima serata a casa l’ho passata rimembrando i momenti più salienti della nostra vacanza.

“Amore ma ti ricordi che figata quando siamo entrati nel vulcano?”
“Si tesoro è stato bello…”
“E quando siamo scesi negli abissi dell’oceano?”
“Si certo…”
“Hai visto quanto bravo ero a cavalcare il drago?”
“Si te la sei cavata bene…”
“E come nuotavo veloce nella lava? Ti ricordi?”
“Si piccolo sei stato bravissimo!”
“E che mi dici del mio volo con la tuta planare?”
“Bellissimo. Vedo che il cagnolino avventura è ancora tutto eccitato e gasato.”
“Lo puoi dire forte…”
“Allora dobbiamo trovare un modo per farti tornare con i piedi per terra!”

Mi zittisco evitando di continuare a bombardarla di domande.

Lei mi sorride e va a farsi una doccia.

Dopodichè si infila in camera e mi chiama.

Quando entro la trovo già beatamente distesa nel letto.
Mi sorride e mi incita: “Dai vieni a dormire.”

Mi sarei infilato subito nel letto ma essendo sporco le rispondo: “Faccio una doccia veloce ed arrivo.”
Sorprendendomi mi dice: “No no lascia stare, questa sera non serve.”

Perplesso mi avvicino a lei e, mentre mi tolgo i vestiti penso: che strano non mi ha mai permesso di mettermi a letto senza essermi prima lavato.

Quando sono abbastanza vicino mi spiega: “Questa notte non hai bisogno di lavarti perchè dormirai sul tappeto per terra!”
La guardo con un punto interrogativo stampato in fronte.

“Si ho deciso farti dormire sul pavimento così, magari, ti sgasi un po’ e ti ricordi qual è il tuo posto.”

Annuisco nel modo più umile che mi viene.
Non capisco il perchè ma probabilmente me la sono tirata troppo ed ho anche esagerato con le domande.

“Stenditi per terra, qui affianco a me!”

Eseguo.

“Ah tieni anche queste sul petto senza farle cadere.”

Sento il leggero peso delle sue infradito sulla mia pancia e poi rispondo: “Come lei desidera mia Signora.”

Poi la vedo sporgersi dal letto verso il comodino. Mi osserva con un mix di soddisfazione e divertimento.

“Buonanotte merdina!”

“Buonanotte merdina”

Non faccio nemmeno ora a risponderle “Buonanotte Padrona.” che, click, spegne la luce.

Rimango per terra, al buio e insolitamente perplesso. Forse mi farà rimanere sul pavimento solo 15 minuti per poi mandarmi a lavare.
Forse è solo una prova, dubito che mi farà dormire tutta le notte per terra.

Aspetto con ansia un suo segnale e mi accorgo che mi manca già un contatto fisico con lei.
Cerco di non pensarci troppo e mi accontento dell’indiretto contatto delle sue ciabatte.

Infine mentre penso “Speriamo che non si sia già addormentata” mi addormento io.

FINE.

In evidenza

Silenzio!

La sera di un qualsiasi giorno infrasettimanale.

Dopo cena iniziamo a cazzeggiare…e per cazzeggiare non intendo il non far niente o il dedicarsi a cose superficiali e/o di poco conto.

No, no!

Intendo proprio dire che ci mettiamo a sparare cazzate a raffica.

Fiumi di cazzate in piena escono dalla nostra bocca in modalità ramdom.

Si incrociano tra di loro, si scontrano, si uniscono e alla fine ci ritroviamo immersi in un mare di cazzate.

E’ una figata!

Io partorisco minchiate e stupidaggini di ogni sorta. A volte mi stupisco di me stesso per la quantità multivariegata delle mie cazzate.

Lei, invece, è più raffinata di me e le sue battute sono più fini, ironiche e, a volte, sarcastiche.

Ci divertiamo a fare gli scemi e, di conseguenza, ridiamo come dei cretini.

Ribadisco: è una figata!

Da mal di pancia e lacrime agli occhi.

Purtroppo non lo facciamo sempre questo ‘gioco’ (sarebbe preoccupante 😀 ) ma quando ci cimentiamo in questo teatro dell’assurdo ci rilassiamo. E’ uno sfogo molto utile.

Dopo circa un’ora di pazzia ininterotta ritorniamo entrambi alla normalità.

Lei, seduta sul divano.

Io, sdraiato sul pavimento.

Non so esattamente come ci sono finito. Forse me l’ha chiesto lei, forse sono inciampato, forse mi ci sono buttato volontariamente o, magari, i crampi alla pancia mi hanno costretto ad accasciarmi.

Non lo so, o forse non me lo ricordo, ma sta di fatto che sono steso per terra, come uno zerbino, con la pancia all’insù!

Il nostro epico momento di ilarità è finito.

Sento un suo piede sul mio addome. Lo prendo tra le mani e comincio ad accarezzarlo e massaggiarlo (credo si tratti di un riflesso incondizionato).

Lei sorride. Ridacchia un po’. Non so se sta pensando alle battute di prima o alla mia attuale situazione.

Mentre continuo con il massaggio inizio a parlare di sport. Di tennis. Di Roger Federer, dei 20 Grandi Slams vinti e di quanto increbibile sia la sua lunga carriera tennistica.

Pur non essendo tanto interessata (lo so) mi lascia continuare senza interrompermi.

Dopodichè inizio con il calcio (manco fossi al bar con gli amici).

…bla bla bla…

“No perchè Amore sai, appena arrivato Piątek al milan ero gasatissimo. Era dai tempi di Van Basten che non mi esaltavo così per un attacante…”

In quel preciso momento il suo piede scivola via dalle mie mani e si appoggia sulla mia bocca.

Immediatamente penso desideri un bacio o qualcosa del genere ma un nanosecondo dopo mi ordina:”Apri la bocca! Spalancala per bene.”

Eseguo e mentre lo faccio lei mi infila il suo tallone in bocca.
Me lo preme, vigorosamente, in gola.

Rimango spiazzato. Bloccato.

“Ottimo, così non devo più ascoltare le tue cazzate.”

Risatina appagante di chi ha appena vinto.

“Su dai, inizia a massaggiarmi quest’altro piede!”

Obbedisco, ovviamente, in assoluto silenzio.

Ps. Mia moglie ha vari modi per zittirmi. A volte basta un secco e semplice “Stai zitto schiavo!”. Altre volte puo’ costringermi al silenzio infilandomi qualcosa in bocca, tipo calzini. A volte basta uno sguardo deciso. Altre volte serve solo avvicinare l’indice alla bocca (“Ssss!”).

La mia modalità preferita è questa del tallone infilato in bocca anche se è un po’ controversa.
Mi spiego meglio, è tipo un’arma a doppio taglio, specialmente per i feticisti dei piedi femminili.
Hai si un piede, per la precisione un tallone, in bocca e questo puo’ essere eccitante, arrapante ecc…ma non puoi farci niente.
Non puoi baciarlo, non puoi leccarlo e non puoi succhiarlo.

Le tanto amate azioni dei feticisti professionisti sono escluse e la beffa è che il feticcio è proprio lì. Davanti ai tuoi occhi. Dentro la tua bocca.

Per fortuna c’è la consolazione che il mio ‘sacrificio’ sarà comunque utile per la comodità e pace (uditiva) della mia Signora e Padrona. 🙂

Cambiare lo smalto!

La scora settimana mi sono inbattuto, volontariamente, in una difficile situazione.

La mia adorata moglie, mentre legge un libro, se ne esce con una semplice ed innocua frase.

“Uffa lo smalto dei miei piedi è già tutto rovinato! Dovrei cambiarlo ma non c’ho voglia.”

Mi avvicino incuriosito e penso: forse sta cercando di dirmi qualcosa…

Ammiro per un attimo i suoi incantevoli piedini e poi, preso dall’iniziativa, le propongo: “Amore vuoi che te lo metta io lo smalto?”

“Mmm… no, meglio di no dai. Conoscendoti mi faresti un macello!”

Rimango sorpreso e spiazzato. Guardo con aria affranta le sue splendide estremità nonostante lo smalto veccchio e consumato.

Decido di non arrendermi e ci riprovo: “Beh, ricordati che ho un blog di disgni e sono feticista, non posso farti un brutto lavoro!”

“Si lo so ma non c’entra. Sai, innanzitutto, come si mette lo smalto?”

“Certo che si, ovvio! Ti prego fallo fare a me così puoi continuare a leggere in serenità.”

Le mie parole, in qualche modo, la convincono e alla fine cede: “Ok va bene, vai a prendere gli smalti e tutto quello che serve.”

Felice ed emozionato vado e prendo tutto: smalti, acetone, dischetti di cotone ect. Insomma tutto l’armamentario.

Torno e le faccio scegliere fra tre diversi smalti. Lei opta per quello color petrolio e poi mi metto ai suoi piedi e comincio.

Tolgo lo smalto vecchio con l’acetone. La cosa è abbastanza facile.
Poi mentre metto la base noto che lei è assorta nella lettura e tiene il piede bello fermo.

Finito il primo piede passo al secondo, dopodichè soffio sopra le sue dita per velocizzare i tempi di asciugatura.

Mentre faccio questa operazione mi eccito. Lui comincia a diventare rigido e mi viene voglia di succhiarle l’alluce.
Basterebbe poco, meno di mezzo centimentro…

Poi mi ricordo che le ho appena messo la base e lascio perdere.
Forse non sono del tutto un coglione 😀

Quando entrambi i piedi sono pronti comincio a mettere lo smalto.
Lo passo lentamente e con precisione cercando di non sbavarlo sulla pelle delle dita.

Lei continua a leggere. Ogni tanto mi osserva da sopra la copertina del libro.
Preciso che non mi sta controllando. Si fida, è tranquilla e questo mi fa molto piacere.

Poi passo all’altro piede, sempre con estrema delicatezza.
La cosa si rivela eccitante e romantica allo stesso tempo. Mi piace.

Quando finisco le chiedo un parere: “Amore allora come ti sembrano? Come sono venuti?”

Da dietro il libro, invece di rispondermi, mi chiede “Ma hai già fatto anche la seconda passata?”

Preso in contropiede rispondo: “No…” e poi aggiungo “… non ancora.”

“Allora falla! Controllerò dopo quando avrai finito tutto!”

Mi alzo e vado a fare una lavostoviglie mentre aspetto che lo smalto si asciughi.

Ritorno e comincio con la seconda ed ultima passata di smalto.
Sono molto emozionato e la mano mi trema un po’.
L’eccitazione, inoltre, non aiuta e non voglio certto rovinare tutto adesso che sono alla fine.

Cerco di stare calmo e concludo anche la seconda mano di smalto su entrambi i piedi.

Distolgo mia moglie dalla lettura per farle vedere il mio lavoro.

“Allora tesoro cosa ne pensi?”

Appena vede i suoi piedi appena smaltati la sua espressione cambia. In peggio.

“Ma cosa hai fatto?! Hai sbordato ovunque. Hai fatto un casino!!”

Poi si tocca le unghie con la mano e continua con il cazziatone: “Senti qua che roba, altro che unghie liscie. Sembra che abbia delle colline sopra.”

Cerco di giustificarmi in qualche modo: “Scusa amore se vuoi te lo tolgo…”

“No no lascia perdere, ormai il casino l’hai fatto. Lasciamole così, intanto, anche se fanno schifo!”

Con la coda tra le gambe me ne vado.

Ho fatto proprio una bella figura di merda e per i successivi tre giorni non riesco a pensare ad altro.
Tengo un profilo basso evitando di tornare sull’argomento.
Per fortuna facevo anche l’esperto ‘Oh si certo che te lo so mettere lo smalto’ e poi guarda come è andata a finire.

Il quarto giorno comincio a pensare che devo recuperare in qualche modo.
Con un filo di voce le chiedo se posso, almeno, toglierle lo smalto.

Con mia sorpresa mi risponde: “Si, mi sa che è meglio se lo togli!”

A quel punto prendo il coraggio a due mani e la supplico di farmi riprovare.

Scoppia a ridere: “Si così finisce come l’altra volta.”

Non ribatto ed abbasso la testa.

Forse il mio ‘vittimismo’ le muove qualcosa dentro.

“Però forse c’è un modo per tenerti concentrato mentre mi metti lo smalto…”

Rialzo la testa e la guardo con speranza. Pendo dalle sue labbra.

“Vai a prendere game over e, ovviamente, anche gli smalti!”

Eseguo con la devozione di uno schiavo che deve farsi perdonare dalla propria Padrona.

Quando torno lei è sul divano e mi ordina: “Mettiti la cintura, consegnami la chiave e poi siediti qui!”

Obbedisco in silenzio.

Lei intanto mette la chiave nella sua cavigliera e la indossa.

Subito dopo mi appoggia il piede sulla coscia e lentamente lo fa scivolare verso la cintura di castità.
Infine me la schiaccia con il tallone dicendomi: “Inizia a cambiarmi lo smalto! Vediamo se questa volta sarai più bravo.”

Piccolo incentivo!

Eseguo il mio compito con attenzione chirurgica.
Tolgo lo smalto vecchio, lo asciugo, metto quello nuovo (questa volta ha scelto il grigio) e lo rimetto.

Faccio tutto rimanendo concentrato. Sempre on focus. Game over mi aiuta a non andare in calore.

Infine aspetto che le unghie dei suoi piedi si asciughino mentre sono appoggiate sopra la gabbia dov’è rinchiuso il mio uccello.

Ad un certo punto lei controlla il mio lavoro e mi dice:

“Mmm…bene dai, questa volta hai fatto un bel lavoro. Bravo schiavetto mio.”

Finamente posso tirare un sospiro di sollievo.

Le sue parole mi rendono felice ed orgoglioso 🙂

FINE.