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La metropolitana! (6)

Quindici minuti fa stavano viaggiando su una metropolitana, magari non nuova ma comunque funzionante.

Ora, invece, stanno fissando la locomotiva di una metropolitana preistorica che sembra essersi fermata nel tempo.

Sono entrambi sconvolti ma decidono di uscire, al più presto, dal tunnel e recuperare Terremoto.

“Non è possibile. Non puo’ essere vero! Ma dove siamo finiti?” continuava a ripetere Ligio mentre uscivano dalla galleria.

Crapa, invece, rimaneva in silenzio e rifletteva su tutto quello che era successo. Si poneva svariate domande senza mai, però, trovare una risposta razionale.

Quando giunsero fuori dalla galleria l’ambiente cambiò: si passò da un tunnel spettrale ad uno scenario post-apocalittico. Fantastico.


Sporcizia e sudiciume ovunque. I marciapiedi della metropolitana erano abbandonati a se stessi e, ovviamente, non c’era anima viva.
Le scale mobili erano diventate un enorme buco, pieno di immondizia e liquame putrido. Nero e misterioso.

La scalinata in cemento, che a quanto sembrava era forse l’unica via d’uscita, era sommersa da macerie, ferri arruginiti e spazzatura di vario genere.

Ligio guardò Crapa sperando di trovare in lui una qualche fottuta risposta a quel caotico nonsense. Era spaventato, tremendamente spaventato. La situazione che aveva di fronte a lui andava ben al di là di qualsivoglia regola o regolamento.

Poi, all’improvviso, squillò il telefono che aveva in tasca.

“Non ha mai preso qui sotto. Di solito non c’è campo.” disse a Crapa come se fosse quella la cosa più sconvolgente di tutta la giornata.

“Ma cosa aspetti, rispondi!” intimò Crapa.

Ligio recuperò le sue normali abilità cognitive e tirò fuori il cellulare.


“Pronto?”
“Dove cazzo sei???” era Federica, la sua ragazza.
“Ciao Fede, guarda non ci crederai mai ma…”
“Si puo’ sapere dove cazzo sei???”
“In metropolitana ma c’è stato…”
“Stai percaso andando al Circolo con i tuoi amici?”
“Si l’intenzione era quella ma…”

Poi si sente un rumore indefinito. Bottiglie di vetro che cadono al suolo insieme a sacchetti della spazzatura. Poi un ruggito, anzi no, un urlo. E’ Terremoto che uscito dal suo nascondiglio grida: “Crapaaa, Ligiooo aspettatemi sono qui!”

“Ma con te c’è pure Terremoto?” chiede al telefono Federica.
“Si…”
“Mi avevi promesso che non saresti più uscito con quel poco di buono.”
“Si lo so ma si tratta un’emergenza. E’ un’eccezione! Amore il vero probema è che c’è stato un incidente in metropolitana.”
“Ah si?! Ma pensa un po’: un incidente, un’emergenza, un’eccezione. Quante cose tutte assieme. Gli astri devono essersi impegnati per creare tutto questo proprio oggi.”
“Tesoro ti giuro, è vero!”
“Ti prego Ligio smettila con queste balle per nascondere la tua immaturità. Ti faccio un’ultima domanda.”
“Dimmi.”
“Che giorno è oggi?”

Ligio temporeggia un po’ sperando in un suggerimento da parte di Crapa ma quest’ultimo fa spallucce e gli fa capire che non lo puo’ aiutare.

Poi si butta e risponde “Sabato!”

“Bravo stronzo, da questo momento sei single!” e le chiude in faccia la telefonata.

CONTINUA…

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La Vigilia!

Vigilia di natale 2019.

Solitamente la gente si prepara a passare questa serata con amici o parenti (dipende dalla regione).

Un sacco di cose buonissime da mangiare, del buon vino, un po’ di spumante, panettone e così via.

Si ride, si parla, si accende il camino, ci si rilassa ecc.

Si ascoltano le canzoni di natale e tutti sono felici e aspettano la mezzanotte per farsi gli auguri ed aprire i regali sotto l’albero.

Insomma una noia mortale! Il solito copione che si ripete inevitabilmente! La solita vigilia banale.

Mille volte meglio passarla come l’ho passata io: pulizie bagno, pavimenti, vetri, cucina, camera e salotto. Sguattero dalla mattina alla sera mentre lei si riposa e si diverte a guardarmi pulire e lucidare tutto indossando solo un ridicolo grembiulino.

Ah dimenticavo…indossando anche game over (per 12 ore). Mi è stato permesso di toglierla solo per farmi la doccia ma poi me l’ha fatta rimettere!

Ripeto: non c’è proprio paragone 😀

La vigilia!

Ps. buon natale Amore mio 🙂

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La metropolitana! (5)

Dopo questo breve momento di ilarità, Ligio e Crapa, iniziano a camminare lentamente verso la luce alla fine del tunnel.

Evitano, tuttavia, di fare rumore, non si sa mai. La situazione è comunque strana ed è sempre meglio stare all’erta.
Procedono, quindi, con passo felpato.

Tra l’altro, con quella nebbia che era apparsa dal nulla, il buio e le soffuse luci rosse, gli sembra di essere in un film horror di serie b.

C’è, inoltre, un silenzio assordante e l’ambiente umido e sconosciuto da i brividi.

La testa di Terremoto non si vede più. Deve essere già uscito dal tunnel e, probabilmente, si sarà già nascosto in qualche angolo per paura dei terroristi.

Questa volta il primo ad accorgersene è Crapa: “Ligio guarda come è presa la metropolitana! Cazzo… è invecchiata!!”

Il compare sta per azzardare una battuta ‘Beh non è mai stata presa bene…’ ma poi, osservandola, rimane senza parole. Pietrificato!

I vagoni, all’esterno, sono completamente arruginiti e sembra che stiano per cadere a pezzi da un momento all’altro. I vetri dei finestrini sono scomparsi.
All’interno le cose non migliorano per niente. Tutto è rovinato e fatiscente. I sedili non esistono più e rimangono solo gli scheletri di ferro sottostante.

I pali, che una volta fungevano da sostegni e/o attrezzature da lap-dance per ragazze esibizioniste, si sono sgretolati a causa della ruggine e si sono trasformati in macrabe stalattiti e stalagmiti.

La polvere regna sovrana. Ogni millimetro di superficie giace sotto centimetri di polvere che, come un manto grigio, quasi surreale, si diffonde anche nei successivi vagoni.

Più Crapa e Ligio proseguono, più la metropolitana invecchia. Una cosa assurda!

Quando giungono alla locomotiva (se così si puo’ ancora chiamare) i nostri eroi non aprono bocca ma spalancano gli occhi.
L’abitacolo è sommerso dalla polvere e dalla sporcizia. Tutto appare abbandonato da moltissimo tempo.

Un ratto gigante si aggira tra quella che una volta era la console di comando e poi scomparire nel nulla.

Crapa e Ligio si fissano alquanto preoccupati. Tutto ciò non puo’ essere vero.
Quindici minuti fa stavano viaggiando su una metropolitana, magari non nuova ma comunque funzionante.

Ora, invece, stanno fissando la locomotiva di una metropolitana preistorica che sembra essersi fermata nel tempo.

CONTINUA…

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La metropolitana! (1)

Crapa, Ligio e Terremoto (tipo poco raccomandabile che soffre di terribili ed improvvisi scatti d’ira senza alcun senso) sono in metropolitana.

Stanno andando in centro per recarsi al Circolo dove possono vedere le partite, tutte le partite e di qualsivoglia sport e/o presunto tale. Mille tv, migliaia di schermi piazzati ovunque danno in diretta ogni sorta di evento sportivo giocato in qualsiasi angolo del pianeta Terra.
Quando entri al Circolo non puoi non guardare uno schermo. E’ praticamente impossibile e se anche ci provi ci sono specchi e riflessi di vetrate pronti a fregarti.

Tuttavia, non è certo questo il problema per Crapa & Company, infatti stanno andando lì proprio per vederle le partite.
Tre diverse cose: calcio, nba e tennis. Risultato: tutti soddisfatti.

L’idea di andare al Circolo era partita da Ligio e Crapa…poi, successivamente, è stato aggiunto, o meglio invitato, anche Terremoto per il solo motivo che aveva la tessera vip di quel Circolo.

Crapa e Ligio sono amici da molto tempo ma non si può dire che lo siano anche di Terremoto.
Ci escono raramente con lui e proprio se necessario.

Terremoto non è un cattivo ragazzo ma il suo ‘problemino’ gli ha fatto fare, più volte, figure di merda epiche… quando le cose andavano bene.
Quando, invece, andavano male, o finivano nei guai o si ritrovavano con un occhio nero.

Terremoto è proprio come il suo soprannome: capita quando meno te l’aspetti e fa un disatro.

E’ come tirare con forza e da entrambe le estremità un filo: prima o poi si romperà ma non sai mai nè quando nè dove.

CONTINUA…

La metropolitana! (4)

Da fuori, un grottesco Terremoto senza gambe (non si vedono ormai più, sono nascoste per intero dal fumo) grida agli altri due: “Oh minchioni, muovete il culo. Non è il momento per giocare alle belle statuine!”

Crapa decide di andare per primo. Con molta cautela scavalca il finetrino e poi, piano piano si lascia scivolare al suolo. Un’uscita magari non perfetta, non a piedi uniti ma tutto sommato decente.

Ligio è l’ultimo ad uscire dal vagone. Temporeggia e tentenna un po’ durante la scavalcata. Dei tre è sicuramente quello meno atletico e propenso al rischio. Diciamo è più un tipo da ufficio: penna e scartoffie in mano. In altre parole un burocrate convinto.

Inoltre è anche quello più alto e questo non lo aiuta certo nell’operazione.
Prima di lasciarsi cadere al suolo si sente un “Porca troia!!” che è il suo modo per lamentarsi e dimostrare il suo disappunto. Le cose non sono andate secondo le regole: si è tagliato una mano con i vetri rotti.

“Ligio tutto a posto?” chiede Crapa abbastanza preoccupato per l’amico.

“Si si, non è niente, mi sono solo ferito leggermente.” lo rassicura.

“Ssshhh!!! Parlate sottovoce.” intima Terremoto che gliene frega meno di zero della salute di Ligio.

“Ma per quale motivo dovremmo parlare piano?” chiede Crapa.

“Perchè c’è l’ISIS! Non dobbiamo farci sgamare.” avverte Terremoto.

“Ma ne sei sicuro? Come fai a saperlo?” domanda questa volta Ligio.

“Certo che ne sono sicuro. Da dove credete che venga tutto questo fumo? Sono i famosi allucinogeni dell’ISIS.” spiega Terremoto.

“Ma sei sce…” cerca di ribattere Ligio ma viene interotto dallo stesso Terremoto: “Zitti e abbassatevi. Tenete fuori solo la testa per non respira il fumo e seguitemi verso l’uscita!”

Dopodichè la testa di Terremoto, immersa in un manto bianco con riflessi rossi a bassa frequenza, si avvia silenziosamente verso la fine della galleria.

Crapa e Ligio sono rimasti in piedi ed osservano il nuovo Rambo allontanarsi.

“Non sapevo che avesse questa paranoia per il terrorismo.” commenta Ligio.

“Neppure io, forse ha guardato troppi telegiornali.” continua Crapa.

“Che poi non è mica fumo allucinogeno questo.” Ligio indica la nebbia attorno a loro.

“No, hai perfattamente ragione. Credo che se c’era una cosa allucinogena qui se l’è mangiata lui.”

Entrambi ridono evitando di fare troppo rumore per poi andare dietro al loro psicopatico compagno.


CONTINUA…

La metropolitana! (3)

A metà del tunnel la metropolitana comincia a rallentare. La sua velocità inizia, quindi, a diminuire progressivamente.

Piano, sempre più piano… fino a fermarsi del tutto.

Poco dopo del fumo bianco, intenso, si alza dal terreno innondando buona parte della galleria e rendendola spettrale.

Crapa, Ligio e Terremoto sono sempre più spaesati. Non capisco assolutamente cosa stia succedendo.

Crapa pensa ad un incidente, Ligio ad un guasto e Terremoto ad un atto terroristico.

Il primo ad uscire dal mutismo è Ligio: “Cosa facciamo adesso?”

Crapa ci riflette un attimo e poi propone: “Usciamo da questo fottuto vagone e poi a piedi usciamo anche dalla galleria. Vedo l’uscita da qui. Saranno una cinquantantina di metri.”

Ligio e Terremoto annuiscono. L’idea è stata accolta.
I tre si alzano ma quando fanno per uscire dal vagone si accorgono che le porte sono tutte bloccate. Non si aprono manco con le bestemmie.

A quel punto, mentre Crapa e Ligio stanno ancora pensando a come trovare una possibile soluzione a questo problema, Terremoto parte per la tangente.

Trova un estintore, lo prende e lo lancia a tutta forza contro il finestrino.
Risultato: finestrino in frantumi ed uscita di ‘sicurezza’ servita su un piatto d’argento.

“Ma non potevi usare questo?” chiede Ligio mostrando il martelletto rosso che ha in mano.
“Fottiti Ligio e muoviti prima che arrivino i terroristi!” dopodichè Terremoto si getta fuori evitando di tagliarsi contro i vetri.

Ligio e Crapa rimangono perplessi all’interno del vagone domandandosi: “Ma quali terroristi?”


CONTINUA…

La metropolitana! (2)

La comitiva è comodamente seduta nel vagone della metropolitana.

Tutti sono assorti nei loro pensieri che, in questo caso, sono rivolti alle loro, imperdibili, partite e alla serata al Circolo in generale.

Il primo ad accorgersene fu Ligio.

“Ragazzi ma non lo trovate strano? Siamo solo noi nel vagone!”

Crapa, risvegliatoso come da un sogno, si guarda ripetutamente in giro. Prima a destra, poi a sinistra e alla fine concorda “E’ vero cazzo, non c’è anima viva!”

Terremoto si limita ad indicare con il dito il vagone davanti. Sembra totalmente vuoto.

Tra i nostri eroi cade un silenzio insolito. Si scambiano sguardi interrogativi e perplessi
Poi la metro entra nel tunnel e i loro visi vengono colpiti da una luce rossa intermittente.

Sono le luci posizionate ai lati del tunnel che, al buio, assomigliano a delle lanterne.

Puntini rossi sfuocati che appiano dal nulla e scompaiono poco dopo lasciandosi dietro una sottile scia rossiccia.

Ligio ha uno strano presentimento e il suo stomaco glielo fa presente.

Crapa è alquanto inquieto e leggermente spaventato.

Terremoto, invece, è proprio terrificato: ha paura di non arrivare in tempo per la partita.

CONTINUA…