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Cambiare lo smalto!

La scora settimana mi sono inbattuto, volontariamente, in una difficile situazione.

La mia adorata moglie, mentre legge un libro, se ne esce con una semplice ed innocua frase.

“Uffa lo smalto dei miei piedi è già tutto rovinato! Dovrei cambiarlo ma non c’ho voglia.”

Mi avvicino incuriosito e penso: forse sta cercando di dirmi qualcosa…

Ammiro per un attimo i suoi incantevoli piedini e poi, preso dall’iniziativa, le propongo: “Amore vuoi che te lo metta io lo smalto?”

“Mmm… no, meglio di no dai. Conoscendoti mi faresti un macello!”

Rimango sorpreso e spiazzato. Guardo con aria affranta le sue splendide estremità nonostante lo smalto veccchio e consumato.

Decido di non arrendermi e ci riprovo: “Beh, ricordati che ho un blog di disgni e sono feticista, non posso farti un brutto lavoro!”

“Si lo so ma non c’entra. Sai, innanzitutto, come si mette lo smalto?”

“Certo che si, ovvio! Ti prego fallo fare a me così puoi continuare a leggere in serenità.”

Le mie parole, in qualche modo, la convincono e alla fine cede: “Ok va bene, vai a prendere gli smalti e tutto quello che serve.”

Felice ed emozionato vado e prendo tutto: smalti, acetone, dischetti di cotone ect. Insomma tutto l’armamentario.

Torno e le faccio scegliere fra tre diversi smalti. Lei opta per quello color petrolio e poi mi metto ai suoi piedi e comincio.

Tolgo lo smalto vecchio con l’acetone. La cosa è abbastanza facile.
Poi mentre metto la base noto che lei è assorta nella lettura e tiene il piede bello fermo.

Finito il primo piede passo al secondo, dopodichè soffio sopra le sue dita per velocizzare i tempi di asciugatura.

Mentre faccio questa operazione mi eccito. Lui comincia a diventare rigido e mi viene voglia di succhiarle l’alluce.
Basterebbe poco, meno di mezzo centimentro…

Poi mi ricordo che le ho appena messo la base e lascio perdere.
Forse non sono del tutto un coglione 😀

Quando entrambi i piedi sono pronti comincio a mettere lo smalto.
Lo passo lentamente e con precisione cercando di non sbavarlo sulla pelle delle dita.

Lei continua a leggere. Ogni tanto mi osserva da sopra la copertina del libro.
Preciso che non mi sta controllando. Si fida, è tranquilla e questo mi fa molto piacere.

Poi passo all’altro piede, sempre con estrema delicatezza.
La cosa si rivela eccitante e romantica allo stesso tempo. Mi piace.

Quando finisco le chiedo un parere: “Amore allora come ti sembrano? Come sono venuti?”

Da dietro il libro, invece di rispondermi, mi chiede “Ma hai già fatto anche la seconda passata?”

Preso in contropiede rispondo: “No…” e poi aggiungo “… non ancora.”

“Allora falla! Controllerò dopo quando avrai finito tutto!”

Mi alzo e vado a fare una lavostoviglie mentre aspetto che lo smalto si asciughi.

Ritorno e comincio con la seconda ed ultima passata di smalto.
Sono molto emozionato e la mano mi trema un po’.
L’eccitazione, inoltre, non aiuta e non voglio certto rovinare tutto adesso che sono alla fine.

Cerco di stare calmo e concludo anche la seconda mano di smalto su entrambi i piedi.

Distolgo mia moglie dalla lettura per farle vedere il mio lavoro.

“Allora tesoro cosa ne pensi?”

Appena vede i suoi piedi appena smaltati la sua espressione cambia. In peggio.

“Ma cosa hai fatto?! Hai sbordato ovunque. Hai fatto un casino!!”

Poi si tocca le unghie con la mano e continua con il cazziatone: “Senti qua che roba, altro che unghie liscie. Sembra che abbia delle colline sopra.”

Cerco di giustificarmi in qualche modo: “Scusa amore se vuoi te lo tolgo…”

“No no lascia perdere, ormai il casino l’hai fatto. Lasciamole così, intanto, anche se fanno schifo!”

Con la coda tra le gambe me ne vado.

Ho fatto proprio una bella figura di merda e per i successivi tre giorni non riesco a pensare ad altro.
Tengo un profilo basso evitando di tornare sull’argomento.
Per fortuna facevo anche l’esperto ‘Oh si certo che te lo so mettere lo smalto’ e poi guarda come è andata a finire.

Il quarto giorno comincio a pensare che devo recuperare in qualche modo.
Con un filo di voce le chiedo se posso, almeno, toglierle lo smalto.

Con mia sorpresa mi risponde: “Si, mi sa che è meglio se lo togli!”

A quel punto prendo il coraggio a due mani e la supplico di farmi riprovare.

Scoppia a ridere: “Si così finisce come l’altra volta.”

Non ribatto ed abbasso la testa.

Forse il mio ‘vittimismo’ le muove qualcosa dentro.

“Però forse c’è un modo per tenerti concentrato mentre mi metti lo smalto…”

Rialzo la testa e la guardo con speranza. Pendo dalle sue labbra.

“Vai a prendere game over e, ovviamente, anche gli smalti!”

Eseguo con la devozione di uno schiavo che deve farsi perdonare dalla propria Padrona.

Quando torno lei è sul divano e mi ordina: “Mettiti la cintura, consegnami la chiave e poi siediti qui!”

Obbedisco in silenzio.

Lei intanto mette la chiave nella sua cavigliera e la indossa.

Subito dopo mi appoggia il piede sulla coscia e lentamente lo fa scivolare verso la cintura di castità.
Infine me la schiaccia con il tallone dicendomi: “Inizia a cambiarmi lo smalto! Vediamo se questa volta sarai più bravo.”

Piccolo incentivo!

Eseguo il mio compito con attenzione chirurgica.
Tolgo lo smalto vecchio, lo asciugo, metto quello nuovo (questa volta ha scelto il grigio) e lo rimetto.

Faccio tutto rimanendo concentrato. Sempre on focus. Game over mi aiuta a non andare in calore.

Infine aspetto che le unghie dei suoi piedi si asciughino mentre sono appoggiate sopra la gabbia dov’è rinchiuso il mio uccello.

Ad un certo punto lei controlla il mio lavoro e mi dice:

“Mmm…bene dai, questa volta hai fatto un bel lavoro. Bravo schiavetto mio.”

Finamente posso tirare un sospiro di sollievo.

Le sue parole mi rendono felice ed orgoglioso 🙂

FINE.

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Vedi di…

Sabato sera come tanti altri.
Un normale, semplice e comune sabato sera.

Lei è fuori a cena con le amiche.
Io sono a casa da solo (non c’è neppure il gatto, è uscito anche lui) e porto la cintura di castità.

Prima di uscire me l’ha fatta indossare, ha chiuso il lucchetto e si è portata via la chiave.

Mentre si allontana attraverso il giardino lo sento già premere contro la gabbia.
Lei è bellissima: gonna in pelle, calze nere, stivaletti lucidi, sempre neri, e giacchetta beige.
Elegante, sensuale ma soprattutto sexy.

Mi chiedo se l’abbia fatto apposta a tirarsi così per stuzzicarmi e, all’improvviso, la vedo voltarsi e gridare:
“Mentre sono fuori sistema il lavello del bagno che non scende giù l’acqua!”

Annuisco ed appena entro in casa mi metto subito al lavoro.
Compito abbastanza semplice: grazie alla soda caustica risolvo tutto in 15 minuti.

Ho la serata libera. E’ sabato sera e posso fare tutto quello che voglio ma continuo a pensare a lei.
Sarà l’amore o la cintura, ma anche se non sono con lei mi sento legato.

Sbrigo dei lavoretti che avevo rimandato da troppo tempo e contemporaneamente cerco di immaginare mia moglie, La mia adorata Padrona.
Spero si stia divertendo e che passi una bella serata.

Io la aspetto qui buono buono e casto.

Dopo un paio di ore comicio a guardare il cellulare sperando che arrivi un suo messaggio.
Anche un semplice ordine a distanza sarebbe come manna dal cielo.

Sarebbe comunque un segno che mi ha pensato.

Ma niente, il whatsapp è vuoto 😦

Torno a fare altri lavoretti per non pensarci troppo.

Dopo venti minuti sento l’avviso di whatsapp. E’ arrivato un messaggio. Corro a controllare.
Niente, sono solo alcuni miei amici che discutono in merito alle nuove restrizioni causa Covid19.

Vado in bagno un po’ affranto.

Quando esco arriva un altro whatsapp. Prendo in mano il cellulare senza molte aspettative.
Mi sbagliavo. Questa volta è Lei.

“Vedi di lucidarmi gli stivali!”

Lo rileggo tre volte. Sono quasi emozionato.
Me la immagino mentre lo scrive di fronte alle sue amiche senza farsi sgamare, con nonchalance.

Le sue amiche, magari, chiamano i rispettivi fidanzati/mariti per non farli ingelosire e per fargli sapere dove sono e con chi.
Lei, invece, mi manda un ordine per whatsapp tenendosi la chiave di gameover in borsa.

Insomma modi diversi di affrontare le relazioni.

Eseguo l’ordine con estremo piacere e moltissima attenzione.

Mi sento proprio il suo schiavo…

Vedi di lucidarmi gli stivali!

…a lucidarle gli stivali (indossando solo gameover) mentre lei è fuori a divertirsi.

Quando finisco con gli stivali decido di cenare.

Mi preparo un cena veloce perchè ho paura che arrivi un altro suo ordine e non voglio trovarmi impreparato.

Per fortuna non succede e a tarda serata arriva un altro suo messaggio: “Vedi di farmi trovare pulito!”

Eseguo di corsa pulendo salotto, ufficio e bagno (per fortuna la cucina l’avevo già fatta), giusto in tempo prima del suo rientro.

FINE.

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Film?

Lei: “Amore ci mettiamo insieme sul divano a guardare un film?”

Io: “Si certo, ottima idea.”

Lei: “Se farai il bravo lascerò scegliere a te.”

Io: “Grazie mille Tesoro!”

Dieci minuti dopo siamo in questa situazione:

‘Libera scelta’

…e se, per caso, il cursore si avvicina troppo alle locandine dei supereroi la sua pressione aumenta ed io opto repentinamente per qualcos’altro!

Fine 😅

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Good night!

Rieccomi qua miei affezionatissimi. Come si suol dire: chi non muore di rivede 😁.

Sono felice di essere ritornato anche se, a dire il vero, sono stato proprio da dio in ferie
come pure mia moglie ma lei è abituata a sentirsi una Dea quindi non vale 😄.
Comunque ci siamo davvero divertiti ed in poche settimane abbiamo fatto un miliardo di cose e non pochi chilometri.

Al rientro io ero ancora tutto gasato e sentivo dentro di me l’adrenalina prodotta dalle varie avventure vissute.

La prima serata a casa l’ho passata rimembrando i momenti più salienti della nostra vacanza.

“Amore ma ti ricordi che figata quando siamo entrati nel vulcano?”
“Si tesoro è stato bello…”
“E quando siamo scesi negli abissi dell’oceano?”
“Si certo…”
“Hai visto quanto bravo ero a cavalcare il drago?”
“Si te la sei cavata bene…”
“E come nuotavo veloce nella lava? Ti ricordi?”
“Si piccolo sei stato bravissimo!”
“E che mi dici del mio volo con la tuta planare?”
“Bellissimo. Vedo che il cagnolino avventura è ancora tutto eccitato e gasato.”
“Lo puoi dire forte…”
“Allora dobbiamo trovare un modo per farti tornare con i piedi per terra!”

Mi zittisco evitando di continuare a bombardarla di domande.

Lei mi sorride e va a farsi una doccia.

Dopodichè si infila in camera e mi chiama.

Quando entro la trovo già beatamente distesa nel letto.
Mi sorride e mi incita: “Dai vieni a dormire.”

Mi sarei infilato subito nel letto ma essendo sporco le rispondo: “Faccio una doccia veloce ed arrivo.”
Sorprendendomi mi dice: “No no lascia stare, questa sera non serve.”

Perplesso mi avvicino a lei e, mentre mi tolgo i vestiti penso: che strano non mi ha mai permesso di mettermi a letto senza essermi prima lavato.

Quando sono abbastanza vicino mi spiega: “Questa notte non hai bisogno di lavarti perchè dormirai sul tappeto per terra!”
La guardo con un punto interrogativo stampato in fronte.

“Si ho deciso farti dormire sul pavimento così, magari, ti sgasi un po’ e ti ricordi qual è il tuo posto.”

Annuisco nel modo più umile che mi viene.
Non capisco il perchè ma probabilmente me la sono tirata troppo ed ho anche esagerato con le domande.

“Stenditi per terra, qui affianco a me!”

Eseguo.

“Ah tieni anche queste sul petto senza farle cadere.”

Sento il leggero peso delle sue infradito sulla mia pancia e poi rispondo: “Come lei desidera mia Signora.”

Poi la vedo sporgersi dal letto verso il comodino. Mi osserva con un mix di soddisfazione e divertimento.

“Buonanotte merdina!”

“Buonanotte merdina”

Non faccio nemmeno ora a risponderle “Buonanotte Padrona.” che, click, spegne la luce.

Rimango per terra, al buio e insolitamente perplesso. Forse mi farà rimanere sul pavimento solo 15 minuti per poi mandarmi a lavare.
Forse è solo una prova, dubito che mi farà dormire tutta le notte per terra.

Aspetto con ansia un suo segnale e mi accorgo che mi manca già un contatto fisico con lei.
Cerco di non pensarci troppo e mi accontento dell’indiretto contatto delle sue ciabatte.

Infine mentre penso “Speriamo che non si sia già addormentata” mi addormento io.

FINE.

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Silenzio!

La sera di un qualsiasi giorno infrasettimanale.

Dopo cena iniziamo a cazzeggiare…e per cazzeggiare non intendo il non far niente o il dedicarsi a cose superficiali e/o di poco conto.

No, no!

Intendo proprio dire che ci mettiamo a sparare cazzate a raffica.

Fiumi di cazzate in piena escono dalla nostra bocca in modalità ramdom.

Si incrociano tra di loro, si scontrano, si uniscono e alla fine ci ritroviamo immersi in un mare di cazzate.

E’ una figata!

Io partorisco minchiate e stupidaggini di ogni sorta. A volte mi stupisco di me stesso per la quantità multivariegata delle mie cazzate.

Lei, invece, è più raffinata di me e le sue battute sono più fini, ironiche e, a volte, sarcastiche.

Ci divertiamo a fare gli scemi e, di conseguenza, ridiamo come dei cretini.

Ribadisco: è una figata!

Da mal di pancia e lacrime agli occhi.

Purtroppo non lo facciamo sempre questo ‘gioco’ (sarebbe preoccupante 😀 ) ma quando ci cimentiamo in questo teatro dell’assurdo ci rilassiamo. E’ uno sfogo molto utile.

Dopo circa un’ora di pazzia ininterotta ritorniamo entrambi alla normalità.

Lei, seduta sul divano.

Io, sdraiato sul pavimento.

Non so esattamente come ci sono finito. Forse me l’ha chiesto lei, forse sono inciampato, forse mi ci sono buttato volontariamente o, magari, i crampi alla pancia mi hanno costretto ad accasciarmi.

Non lo so, o forse non me lo ricordo, ma sta di fatto che sono steso per terra, come uno zerbino, con la pancia all’insù!

Il nostro epico momento di ilarità è finito.

Sento un suo piede sul mio addome. Lo prendo tra le mani e comincio ad accarezzarlo e massaggiarlo (credo si tratti di un riflesso incondizionato).

Lei sorride. Ridacchia un po’. Non so se sta pensando alle battute di prima o alla mia attuale situazione.

Mentre continuo con il massaggio inizio a parlare di sport. Di tennis. Di Roger Federer, dei 20 Grandi Slams vinti e di quanto increbibile sia la sua lunga carriera tennistica.

Pur non essendo tanto interessata (lo so) mi lascia continuare senza interrompermi.

Dopodichè inizio con il calcio (manco fossi al bar con gli amici).

…bla bla bla…

“No perchè Amore sai, appena arrivato Piątek al milan ero gasatissimo. Era dai tempi di Van Basten che non mi esaltavo così per un attacante…”

In quel preciso momento il suo piede scivola via dalle mie mani e si appoggia sulla mia bocca.

Immediatamente penso desideri un bacio o qualcosa del genere ma un nanosecondo dopo mi ordina:”Apri la bocca! Spalancala per bene.”

Eseguo e mentre lo faccio lei mi infila il suo tallone in bocca.
Me lo preme, vigorosamente, in gola.

Rimango spiazzato. Bloccato.

“Ottimo, così non devo più ascoltare le tue cazzate.”

Risatina appagante di chi ha appena vinto.

“Su dai, inizia a massaggiarmi quest’altro piede!”

Obbedisco, ovviamente, in assoluto silenzio.

Ps. Mia moglie ha vari modi per zittirmi. A volte basta un secco e semplice “Stai zitto schiavo!”. Altre volte puo’ costringermi al silenzio infilandomi qualcosa in bocca, tipo calzini. A volte basta uno sguardo deciso. Altre volte serve solo avvicinare l’indice alla bocca (“Ssss!”).

La mia modalità preferita è questa del tallone infilato in bocca anche se è un po’ controversa.
Mi spiego meglio, è tipo un’arma a doppio taglio, specialmente per i feticisti dei piedi femminili.
Hai si un piede, per la precisione un tallone, in bocca e questo puo’ essere eccitante, arrapante ecc…ma non puoi farci niente.
Non puoi baciarlo, non puoi leccarlo e non puoi succhiarlo.

Le tanto amate azioni dei feticisti professionisti sono escluse e la beffa è che il feticcio è proprio lì. Davanti ai tuoi occhi. Dentro la tua bocca.

Per fortuna c’è la consolazione che il mio ‘sacrificio’ sarà comunque utile per la comodità e pace (uditiva) della mia Signora e Padrona. 🙂